Giovedì 9 Luglio 2020

Hard Hat & A Hammer – Alan Jackson
Blowin’ In The Wind – Bob Dylan
Tennessee – Johnny Cash
On My Way Back Home – Ronnie Bowman
Drunk Forever – Boots & The Hoots
Who I Want to Be – Andy Sydow
Hypnotized – Ed Dupas
Fumblin’ for Rhymes – Tylor & the Train Robbers
Valerie – The Brothers Comatose
Emma – Claybank

Mercoledì 8 Luglio 2020

Rewind the Radio – Dan Adams
Everybody’s Talkin’ – Leonard Nimoy
Should’ve Been a Cowboy – Toby Keith Die Midwestern – Arlo McKinley
Derailed – Sarah Mae & the Birkeland Boys
Brand New Me – Cory Morrow
My First Love – Eric Strickland & the B Sides
Repaint These Walls – Garrett Ford
Big City – Creed Fisher
Move a Little Closer – Jason James

Martedì 7 Luglio 2020

All I Know – Jamie Talbert & the Band of Demons
You Are the Devil (feat. James Scott Bullard) – Stephanie Fagan
Run Horse Run – Charley Crockett
It’s Not Your Time – James Lann
Girl from Oklahoma – Turkeyfoot
Loving You Again (feat. Relic) – Aaron Bibelhauser
Tornado – Jake Stringer & Better Than Nothin’
Too Old To Cut the Mustard – Ernest Tubb & Red Foley
Blind Side – Buddy South
East Texas Queen – Caleb & the Homegrown Tomatoes

Lunedì 6 Luglio 2020

Only When You’re Lonely – Craig Moritz
Dark As Trouble – Turkeyfoot
Bad Habits – Jackson Emmer
Take This Wheel – AJ Scheiber
Front Porch – Caleb Caudle
Runnin’ Round – Clint Vines And The Hard Times
Done Deal – Fireside Collective
Four Doors – Jack Grelle
Getaway Car – Granville Automatic

Sabato 4 Luglio 2020

Only In America – Brooks & Dunn
America – Waylon Jennings
Small Town USA – Justin Moore
American Saturday Night – Brad Paisley
American Made – The Oak Ridge Boys Firecracker – Josh Turner
Pink Houses – John Mellencamp
Born Country – Alabama
This Land Is Your Land (Acoustic Demo) – Counting Crows

Venerdì 3 Luglio 2020

Country State Of Mind (feat. Chris Janson) – Josh Turner Don’t Go – Danny Cooltmoore & The Nightdrivers
Drink Till I See Double (feat. Paula Nelson & Elizabeth Cook) – Ray Wylie Hubbard
Near the Knuckle – Ali Harter
Heavy Like the Rain – Kevin Costner & Modern West
Hank Williams Lifestyle – Hellbound Glory
When the Cowboy’s Gone (Acoustic) – Tracy Lawrence
Sins of the Father – Waylon Payne
Me: Act I – Single
Peaches – Pert Near Sandstone
Never Not Had Horses – Corb Lund

Giovedì 2 Luglio 2020

Living Alone – Seth Ward
Radio Keeps Me on the Ground – I See Hawks In L.A. & Great Willow
Stop and Smell the Roses – The Farm Hands
It’s a Shame – Brett Hendrix Band
Lonesome Road – Alan Barnosky
The Luckiest (feat. Catie Offerman) – Josh Abbott Band We Got It Right – Porter Union
Dancing Lady – Teddy & The Rough Riders
Shadowboxer – Isaac McClung

Mercoledì 1 Luglio 2020

Thats the Way (Love Goes) – Hearts And Daggers
Everybody Needs Somebody To Love – The Blues Brothers
Whiskey Bent and Hell Bound – Hank Williams Jr.
Last Night Together – Hilljacks
Old Buffalo – Golden Shoals
Guess Where I’ll Be This Morning – Heybale
Every Kinda Everything – The Bottle Rockets
David Buxkemper – Dale Watson
College (feat. Kevin Fowler) – Chancey Williams
Big City – Creed Fisher

Martedì 30 Giugno 2020

The Door – Wyman & the Wolves
Boogie Man Boogie – Chet Atkins
Turon Widow – The Sun Devils
Only Call You When I’m Lonely (And I’m Lonely All the Time) – The Black Denims
Odds – Vickers Lee Cunningham
Kentucky Bourbon – Lyn Avenue
Back to Jail – Tyler Lance Walker Gill
Anyplace That’s Wild – Reckless Kelly
Roots – Tris Munsick & the Innocents
Milwaukee – Chicken Wire Empire
All Behind Me Now – Mipso

Caleb Caudle – Better Hurry Up

La vita di Johnny Cash lo portava ad essere quasi sempre in viaggio, ma quando tornava a casa, desiderava un posto dove potersi rilassare. Negli anni ’70 per i Cash lavoravano oltre trenta impiegati. Il suo ufficio, The House of Cash, si trovava a Hendersonville, TN, in quella che avrebbe dovuto essere la sua casa sul lago che era sempre pieno di gente, Un bel giorno Johnny, ha recintato quaranta acri di terra proprio di fronte alla sua residenza popolandolo di bufali, daini, antilopi, cervi, struzzi e cinghiali, tutti liberi di vagare liberamente nel suo zoo personale. Fatto questo, decise di costruire una baita nel mezzo del recinto, sperando di crearsi così un posto dove trovare conforto e pace, un posto dove scrivere le sue canzoni, prendersela comoda e rilassarsi. La costruzione iniziò alla fine del 1978 e terminò nel gennaio del 1979. La cabina fu realizzata con tronchi tagliati a mano, June ha poi aggiunto i suoi tocchi personali alla struttura rustica. 

La cabina era come un santuario. Johnny viveva lì, faceva colazione per sé e suo figlio John, guardava film e si occupava dei suoi lavori di pelletteria. Nella cabina è stata scritta molta storia della musica.

Tom Petty e gli Heartbreakers si fermarono li nei primi anni ’80. John Schneider il Bo di “The Dukes of Hazard” ha vissuto nella cabina per un periodo di tempo a metà degli anni ’80. Tra i visitatori: Robert Duvall, Waylon Jennings, Kris Kristofferson, Bono e Adam Clayton degli U2.

Nel 1991, la sorella di June Anita Carter si trasferì nella cabina e la fece tornare una casa. In realtà però è stata proprio Anita a registrare per la prima volta nella cabina. Nel 1992, Johnny incontrò il produttore Rick Rubin e andò in California a lavorare con lui per registrare il primo album di della serie American Recordings, tutti i brani sono stati registrati nella casa di Rubin ma un paio di tracce furono registrate proprio nella cabina, con un registratore a nastro e dei microfoni standard. 

La magia della musica della cabina ebbe origine da lì.

A partire da American Recordings III, Solitary Man, Johnny ha continuato a registrare gran parte della serie American Recordings presso la cabina. June Carter Cash ha registrato lì gli ultimi due album della sua vita,  John Carter Cash ha lavorato intensamente con i suoi genitori e per la loro musica.

Nell’estate del 2003, l’ultima registrazione di Johnny, pochi giorni prima della sua morte, è stata nella cabina.

Dopo la scomparsa di Johnny e June, John Carter continuò a registrare e produrre musica in cabina. Il Cash Cabin Studio, come è ora noto, è cambiato nel corso degli anni, anche se l’anima di quel luogo è rimasta invariata.

Ora il Cash Cabin Studio è uno spazio di registrazione privato, di proprietà e gestito da John Carter e sua moglie Ana Cristina Cash.

Nel 2020 Caleb Caudle voleva un suono originale per il suo nuovo album. Ha riunito così prestigiosi musicisti vincitori di svariati Grammy per cercarlo e trovarlo nella Cash Cabin.

Better Hurry Up, è il suo ottavo album in studio. John Jackson dei Jayhawks ha prodotto il disco, gli ospiti includono Courtney Marie Andrews, Elizabeth Cook, Gary Louris e John Paul White mentre la band comprende Mickey Raphael all’armonica (Willie Nelson), Dennis Crouch al basso (Elton John, Leon Russell), Fred Eltringham alla batteria (Willie Nelson, Sheryl Crow), Russ Pahl alla pedal steel (Kacey Musgraves , Dan Auerbach), Laur Joamets alla chitarra (Sturgill Simpson, Drivin ‘N Cryin’) e, alle tastiere, Pat Sansone (Wilco) e Rhett Huffman (American Aquarium).

Il disco è stato registrato in pochissimi giorni, questo conferisce all’album una atmosfera ed un suono rilassati e naturali. 

Caudle è cresciuto nelle campagne fuori Winston-Salem in NC, ai piedi degli Appalachi, dove trascorreva molto tempo girovagando nei boschi ad inventare canzoni. Il suo insegnante d’arte al liceo, Phil Jones, ha contribuito ad alimentare la passione di Caudle per la musica permettendogli di portare la chitarra in classe per esercitarsi. Il tema della libertà è il filo conduttore di tutto l’album dove ci ricorda che se vogliamo i diritti e i privilegi che pensiamo di avere, è meglio sbrigarci e assicurarci di ottenerli. Tocca anche la sua vita esaminando gli errori del passato e le modifiche che avrebbe voluto poter fare ed inserendo alcune frecciatine alla politica. 

Lo stile dei suoi primi dischi era quello scarno tipico di un cantautore, Crushed Coins di due anni fa era invece un disco di Americana. Better Hurry Up si colloca esattamente al centro risultando essere a mio parere, il suo miglior disco fino ad oggi. La capacità di Caudle di dipingere dei quadri sonori è innata, la sua voce “terrosa” rende tutto ancora più graffiante ed accattivante.

Si spazia dai tratteggi funky e soul della title-track, al blues di Call It a Day passando per il country di Regular Riot… temi fondamentali che si ripetono attraversando tutte le 11 canzoni con una semplicità e naturalezza disarmante. I nostri sembrano così rapiti dalla magia della cabina che ad ascoltarli sembra proprio di trovarsi lì in mezzo a loro, come un gruppo di amici che si ritrova a suonare sul front porch di quel luogo incantato chiamato Cash Cabin!