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Enologicamente parlando, se questo disco fosse un vino, la produzione di Eric “Roscoe” Ambel equivarrebbe alla denominazione DOC ed il disco logicamente ad un buon Sangiovese Riserva! Rapportando l’allegoria alla musica posso dire che questo New kind of blue è un gran bel disco. I sapori sono quelli della terra e gli strumenti per lavorarla sono la chitarra in tutte le sue accezioni, il mandolino, il banjo, il violino, la slide ed il banjolin, tutti sapientemente utilizzati dal nostro Joe coadiuvato dallo stesso Ambel e da un manipolo di musicisti che si alternano all’interno delle diverse songs. Il disco è soprattutto è costruito su solideroots ballad in bilico tra country e rock dove gli strumenti a corda dominano la scena e l’attaccamento alla terra impasta la bocca di polvere. Tutti i brani contenuti in New kind of blue sono a firma di Joe anche se FloodPile Of Woe l’avevamo già ascoltata da Laura Cantrell e Stand Up Straight invece da Jono Manson.

 

Difficile identificare brani significativi, tutto è giocato su atmosfere acustiche e Solitary Man e Sing Along With Me sono tendenzialmente più rock delle più tradizionaliPile of Woe, Whe don’t get along, Written in stone e When in love mentre Lookin’ for a vein è uno strepitoso blues solo banjo e voce. In The Meantime si distacca dal gruppo strizza l’occhio ad un soul elegante mentre la title track e la conclusiva She Sang For Me sono due morbide ballate pste all’inizio ed alla fine del disco diverse dal resto. New kind of blue è un bel disco, ottimamente suonato e ben prodotto, uno di quei dischi che purtroppo si sentono sempre meno in giro e che ci fa riscoprire un Joe Flood in buonissima vena creativa che regala all’ascoltatore un viaggio in quei territori musicali che rinfrancano lo spirito.

Basterebbe ascoltare l’iniziale I’ll tell you what i know ricca di venature soul per far capire all’ascoltatore che questo è un disco diverso dalla produzione di Jono Manson. Già la copertina con una passerella sulla spiaggia senza ombrelloni annuncia che il periodo estivo è lontano ed anche il Jono che conoscevamo. Premetto che le cose precedenti a questo Summertime mi hanno coinvolto ed emozionato ma questo Summertime, a mio parere, è la cosa migliore che il nostro Jono ci abbia fatto ascoltare. Summertime è bello dentro e bello fuori, è una esplosione di ritmi e di sensazioni, dopo il soul iniziale c’è l’esplosione funky di Jr. Walker drove the bus, trascinante e dai grandi riff chitarristici.

 

Il soul riappare nella suadente ballata Ends of the earth dove troneggia l’organo ben coadiuvato dalla chitarra. Backseat Driver è una sterzata verso il rock’n'roll ma sono ilsoul ed il funky a farla da padroni in questo disco e con Darling si torna a pestare sui tasti bianchi e neri e su quelli d’ottoni, grandi fiati e gran bel pezzo. Ecco che con Please Stop Playing That Didgeridoo torna il Jono che conoscevamo con una suggestiva ballad tutta chitarra e sax. Please Stop Playing That Didgeridoo è una classica r’n'r song divertente e scanzonata mentre la successiva Never Too Drunk to Funk è un super, super funk irresistibile con la sessione di fiati in gran spolvero.Con Red Wine in the Afternoon si entra in un’altra dimensione, ballatona epica dai sapori antichi, e dalle forti sensazioni che ben dispongono per la più movimentata The One That Got Away dall’incedere malizioso ed accattivante accompagnata da un intrigante sax, un pezzo che mi ricorda in meglio il vecchio Billy Joel e che potrebbe costituire una sicura hit radiofonica. Si incomincia ad andare verso la fine e le luci si fanno più soffuce così troviamo l’elegante Telling on Yourself anche questa curatissima e ben costruita, ancora sax ed un pizzico di chitarra per un cocktail di fine disco dal ritmo irresistibile. L’album finisce con Summertime’s Almost Over, una ballata alla Jono dal giusto incedere cantautorale.
Non ho parole per definire questo Summertime, una vera sorpresa sotto tutti i punti di vista che ci ha consegnato un Jono Manson in gran spolvero e come non lo avevo mai sentito. Esplosivo, trascinante, romantico e suonato da dio, questo potrebbe essere un giudizio che nasce fin dal primo ascolto e che si riconferma con forza ogni volta che il cd finisce dentro il lettore. Siamo vicini a natale, non lasciatevi tradire dal titolo e regalate uno dei dischi più belli di questo 2006 ai vostri amici, ve ne saranno riconoscenti. Summertimeun disco che è una benedizione musicale!

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