Take me now, Patti, here as I am

Lo confesso, era il mio primo concerto di Patti Smith e quello che ho provato quando è salita sul palco è stato un insieme  di sensazioni contrastanti… fragile ma nello stesso tempo dura come l’acciaio, nonna ma anche di una freschezza, forza ed energia da fare invidia ad una ventenne, una grande umanità, semplicità ed empatia ma anche circondata da un carisma che la fa sembrare ultraterrena. Lei è Patti Smith e riesce a riunire 3 o forse 4 generazioni ad ogni suo concerto, ognuna delle quali vive il momento in maniera differente ma non fa niente perchè il suo magnetismo alla fine porta tutti li dove c’è lei, alla sua presenza, alle sue parole e alla sua musica. Il tour acustico mi ha permesso di entrare in intimità con lei, di penetrare nel profondo dei testi, delle storie, dei racconti e di cogliere l’essenza di cosa rappresenti questa donna straordinaria. Si muove, parla al cuore, saluta, è felice di essere su quel palco per la milionesima volta anche se sembra la prima per quanta freschezza ed entusiasmo riesca a trasmettere. Patti brilla di luce propria e all’intro di piano di Pissing in a river la commozione ed il contatto con la sua anima è totale, avrei voluto dirti  grazie Patti per avermi accompagnato con la tua musica per tutti questi anni e grazie per esserci perche senza di te sarebbe mancato qualche cosa di importante nella musica e dentro di me.

The Trinity sessions!!! I have seen the light!!!

4800 km per realizzare un sogno!!! Tale è la distanza coperta A+R per raggiungere l’Akkurat di Stockholm per assistere al concerto di The band of heathens!!! Lo desideravo da tempo e questa era l’occasione buona! Cena ore 18.30, il locale è bello ma piccolo e il palco è all’ingresso, mi posiziono sotto alle 20.00 dopo 50 minuti di band locale (country-cover style) iniziano i preparativi, c’è ancora il palco da sistemare e i livelli da regolare e i nostri sono li ad un metro da me! Dopo l’intro in svedese partono… è un tuffo al cuore, la mia band preferita è li e suona per me, per noi, per tutti!!! Non ricordo la playlist in ordine perchè non sono li per quello! Colin, Gordy, Ed sono un’unica cosa, da tre songwriters isolati nel 1996 hanno dato origine ad una band nella quale nessuno è il frontman, nessuno il lead guitarist nessun altro che loro 3. Le voci si alternano si intrecciano poi parte un solo e poi un’altro ed un altro ancora, cado in estasi mistica e vedo la trinità del rock incarnata nei tre ragazzi texani e ascendo al paradiso della musica! Suonano come pochi al mondo, si divertono, giocano, inventano e la sezione ritmica composta da Seth Whitney (con tanto Crocs ai piedi) al basso e John Chipman alla batteria sono dei metronomi, due ore passano via in un attimo tra Stay, Cornbread, Jackson Station, Polaroid, Medicime Man…e il resto… poi i bis! Ci provo, chiedo Bumblebee… un piccolo consulto e poi l’apoteosi, non ricordo il secondo bis ma Colin si esibisce in un solo di slide con bicchiere colmo di birra, chinandosi a sorseggiarla…. 2 ore e 15!!! Gordy si ferma, lo saluto, gli faccio i complimenti, gli dico che arrivo dall’Italia solo per ascoltarli e che li aspetto… poi lo incrocio uscendo e li scatta la foto di rito… ho avuto tutto! I’m a luky man!!!