Brisa Roché – Takes

Un’americana a Parigi

Brisa Roché viene dalla splendida San Francisco, rilassata cittadina adagiata sulla baia più famosa della west-coast, che ha abbandonato per trasferirsi nella ville lumiére dove dopo il primo progetto The Chase, ora è al suo secondo album Takes. Amo la musica d’autore francese ed amo le voci femminili, stentoree, flebili e suadenti con frasi sussurrate come quelle di Rose, ma Brisa porta in sè la cultura sia francese che statunitense, un mix che per uno come me che ama le due culture musicali può essere letale. A colazione, pranzo e cena il mio dessert è Heavy dreaming, per il resto il disco è di quanto più coinvolgente possa girare in questo periodo nei vostri iPod, non si tratta come ho accennato al puro pop francese ma la nostra accomuna l’anima più vicina ai suoni della coast dei ’60 insieme alla carica sensuale e compositiva della canzone d’autore francese, la Benjamin Biolay al femminile. Disco bellissimo che credo e spero vedremo e sentiremo presto, la cover sicuramente aiuta l’acquisto da parte di un pubblico maschile ma a parte i tratti somatici alquanto improbabili, occhi a mandorla, fessura centrale tra gli incisivi e tratti somatici mooolto francesi, se l’ascoltate ve ne innamorerete perdutamente!

Gianni e il Magico Alverman

…don Cristobal io voglio sposar tua figlia… ancor oggi mi viene da canticchiare ogni tanto questa canzoncina che ho in mente da ben 37 anni, tanto è passato da quel lontano 1970, anno in cui la RAI all’interno della TV dei Ragazzi programmò la serie di Gianni e il magico Alverman ogni lunedì alle ore 18,15. Come ho già detto quell’ora era la più attesa della giornata ed Alverman fu una vera fonte di giochi e magie per i bimbi dell’epoca. C’è un intero sito dedicato a questa serie televisiva http://www.cosablanca.it/alverman/index.html
a cui vi rimando per la trama e tutte le informazioni, è veramente ben fatto e curato. Oltre a Gianni ricordo benisimo il saltellante folletto Alverman che canticchiava cose simpaticamente incomprensibili pronunciando parole magiche e ovviamente Don Cristobal de Bobadilla. Alverman, che proviene dalla terra di Avalon, dona un anello magico a Gianni… e chiaramente, anch’io avevo un anello con il quale fingevo di compiere magie 15 anni prima di leggere Il Signore degli Anelli. La trama è semplice, Gianni voleva sposare Rosita, figlia di Don Cristobal, il quale cerca di impedirglielo in tutti i modi ma Gianni Grazie ad Alverman alla fine, riesce nel suo scopo e l’amore trionfa.

La pièda dla mì mà

Ingredienti

500 gr. di Farina tipo “0”
100 gr. di Strutto
Acqua tiepida Q.B.
Una manciata di Sale Grosso

Preparazione

Fare un vulcano con la farina, versare al centro un po’ d’acqua tiepida ed una manciata di sale grosso sulla farina. Ammorbidire lo strutto, sciogliendolo completamente con le mani ed impastare con energia, finché non si otterrà un impasto omogeneo. Fare 5 pagnottine e lasciarle riposare una decina di minuti. Mettere sul fornello a fuoco medio/alto il vostro ‘testo’ per la piada e lasciarlo scaldare. Con l’uso del matterello ed un po’ di farina stendere le pagnotte cercando di dare loro una forma più tondeggiante possibile e porle sul testo ben caldo lasciandole cuocere bene su di un lato poi girarle e cuocerle sull’altro poi toglierle, tagliarle a metà e riporre dentro uno strofinaccio e richiudere. Farcire con: prosciutto, stracchino, salame, sardoni, pecorino e volendo anche nutella. Buon appetito.

Gustavo, chi era costui?

Ricordare cose dell’infanzia non credo sia solo nostalgia di un passato che non tornerà mai più ma soprattutto, per quel che mi riguarda, rivivere alcuni momenti legati a quei ricordi. Così vorrei incominciare proprio dai cartoni animati, quelli in bianco e nero che andavano in onda nel contenitore Oggi Cartoni Animati, in onda sulla RAI la domenica all’ora di pranzo. Uno di questi era Gustavo, un cartone Ungherese della Pannonia FilmStudio che corrispondeva al nostro Signor Rossi del grande Bruno Bozzetto. All’epoca non lo amavo tantissimo ma ora che l’ho riscoperto, a più di 30 anni di distanza trovo non sia male, soprattutto per la sua vena ironica e la bella colonna sonora. Per noi bimbi del tempo c’erano ben pochi spazi e quelli che avevamo ce li gustavamo a fondo, così come Oggi le Comiche del Sabato, l’appuntamento di soli 30′ della domenica a pranzo era IMPERDIBILE.