Dark Pony – Suburban Serenade, vol. 1

Le ricette del buon umore di Jon

Ci sono dei dischi che entrano nella mia vita improvvisamente magari arrivando dentro una busta gialla multiball col timbro United States Postage, ci sono dei dischi che inserisco nel MacBook e che dalla prima nota mi infondono uno stato di benessere generalizzato, ci sono dei dischi che sanno apparire nei momenti più impensati e che contestualmente all’aumento della temperatura, al sole che splende in cielo e alla neve che se ne sta andando sono una benedizione divina… e c’è un disco che è tutto questo… Suburban Serenade, vol. 1 di Dark Pony!!! Leggi tutto “Dark Pony – Suburban Serenade, vol. 1”

Cesare Carugi – Here’s To The Road

Le strade secondarie di Cesare

Tra Marina di Cecina ed Austin, in un luogo che non esiste sulla carta geografica… è li che si trova Cesare Carugi, suoni puliti, voce che non tradisce la provenienza nostrana e 11 songs che regalano grandi momenti di musica. Cesare è uno di noi, compagno di cammino nostro e di tutti i musicisti che lo assecondano in questa sua opera prima sulla lunga distanza. Il disco ci porta a percorrere strade musicali conosciute ma non scontate perchè oltre gli echi del passato Cesare aggiunge quel tanto di suo che rende queste 11 canzoni uniche e ci portano a scoprire un Carugi sound che rende l’ascolto veramente interessante, ma veniamo alle 11 tracks!!! Leggi tutto “Cesare Carugi – Here’s To The Road”

Miami and the Groovers – Good Things

Ho ri-visto il futuro del rock’n’roll!

Spesso mi capita di pensare che il meglio della  musica, del cinema, dello spettacolo sia lontano da me, dall’Italia, da Rimini e tante volte questo mi porta a negare anche l’evidenza dei fatti! Che i M&TG siano degli amici ha a volte condizionato il mio giudizio sulla loro musica nel bene e nel male. Questa volta ho ascoltato senza pensare chi e da dove… perché tante volte non riesco e vedere il bello e il buono che ho vicino perché troppo impegnato a cercare un ipotetico bello purché abbastanza lontano….mmmhhh… in poche parole… in Italia abbiamo grandi band e bravi rocker diamo loro più spazio, più opportunità e crediamo più in loro perché se lo meritano davvero! Detto questo… ecco ciò che penso di Good Things!!!

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Musikanto – Sky Of Dresses

Autumn breeze
La chimica che porta ad innamorarsi di un disco credo sia la stessa che porta ad innamorarsi di una donna… certo è che se mi innamorassi di donne con la stessa frequenza con la quale mi innamoro dei dischi mia moglie non ne sarebbe per niente felice, fortunatamente le “cotte” sono solamente musicali ed in questo ultimo periodo ne ho avute veramente tante! L’ultima in ordine cronologico è per Musikanto! mi rendo conto che ultimamente vengo attirato dalle cose semplici, complice forse l’età e l’avvicinarsi dell’autunno… si perché questa musica è di quella che mi suscita voglia di casa, ora che le giornate si accorciano e l’aria diventa umida non trovo niente di più bello che rifugiarmi sul “carpet” avvolto in un morbido pile a riscaldarsi con la musica! Leggi tutto “Musikanto – Sky Of Dresses”

Stay hungry, stay foolish!!

Volevo scrivere qualcosa… ma non ci sono riuscito… perchè il solo guardare il monitor del mio iMac mi ricorda lui, mandare un messaggio dal mio iPhone mi ricorda lui, ascoltare musica dal mio iPod mi ricorda ancora lui e fare la mia trasmissione con il mio MacBook mi ricorda sempre ed ancora lui. Steve Jobs l’ho sempre visto come un fratello più grande che ha saputo dare forma ai miei sogni e ai miei desideri, ora mi mancherà terribilmente, mi sento scemo, ma faccio fatica a smettere di piangere… grazie Steve!

The Horrible Crows – Elsie

Mea culpa…
Allora… potrei dire “capolavoro”, “il nuovo Springsteen è tra noi”, unirmi ai cori unanimi che inneggiano questo Elsie ma non ce la faccio proprio così, per la terza volta lo rimetto daccapo… per riascoltarlo, per convincermi che sbaglio. Tutti ne dicono un gran bene… mi ripeto che ci deve essere qualcosa che mi sfugge, qualcosa che non riesco a cogliere, mi resetto e mi predispongo per il quarto ascolto, libero da preconcetti, lasciando che la musica venga a me e mi innondi, senza ostacoli e barriere… salto Last rites e riparto da Sugar. Song ruffiana ma già sentita, la facevano gli U2 neglii anni ’80, suadente ma scontata. La nostalgica Behold The Hurricane rievoca coretti che da qualche anno si odono ai concerti di Springsteen, un richiamo per allodole, riff, bridge e chorus sono quelli scontatamente giusti… Bu-bu-settete o meglio… si potrebbe dire Bob-Bob-Marley!!!  Leggi tutto “The Horrible Crows – Elsie”

Wilco – Whole love

Surprise, surprise!!!
Gli Uncle Tupelo mi hanno cambiato la vita! Nel senso che hanno saputo inventare una miscela di suoni incredibile. Dal momento loro scioglimento in poi, ho seguito con la stessa dedizione le carriere separate di Jeff Tweedy e Jay farrar rimanendo però più legato al suono di quest’ultimo e se dovessi scegliere tra un concerto in contemporanea di Wilco e Son Volt, sceglierei Son Volt tutta la vita… Sono un conservatore? non saprei, forse si… ma ad ogni uscita discografica dell’uno e dell’altro mi domando come sarebbe intrigante se le loro sensibilità musicali potessero ancora una volta fondersi per ricreare quel sound unico ed irripetibile targato Uncle Tupelo che vanta il record di tentativi di imitazione!!! Se un fiume ad un certo punto venisse separato in due torrenti, perderebbe forza, impetuosità e vigore e anche se troverebbe una strada nuova per arrivare al mare non sarebbe più lo stesso. Il fiume Jeff Tweddy si è dato molto da fare, ha scavato sotto terra, ha deviato percorso più volte, ha saltato crepacci mostrando ogni volta lati diversi del suo genio compositivo, stravolgendo la line-up iniziale della band; Jay Farrar è rimasto a scorrere in pianura in un letto tranquillo ma in acque costantemente limacciose! Mi intriga l’introspezione di Farrar quanto i mutamenti umorali e compositivi di Tweedy che con Wilco ha dato sfogo alla sua infinita creatività! Detto ciò? Dopo 215 parole affermo con convinzione che questo è il più bel disco di Wilco! Whole Love  è la loro quintessenza, il pop immediato di Wilco (The Album) affiora marginalmente così come le sperimentazioni di Yankee hotel foxtrot e album attigui, la confusione sonora è solo apparente perchè in queste 12 canzoni sono riusciti finalmente a comprimere quello che sono… tendenzialmente una rock band legata alle più nobili radici americane con l’ossessione di sentirsi una band pop. Sono sopiti i personalismi, scomparsi gli eccessi, hanno badato al sodo, alla musica e di questa ne troviamo a secchiate! C’è ancora tanto pop in Whole Love ma è tratteggiato, negli spazi bianchi c’è spazio per tanto rock, jazz e divertenti giochi sonori, ecco allora che la noia che era solita assalirmi circa a metà dei dischi di Wilco qui non c’è, potrei ascoltarlo per ore senza annoiarmi perchè c’è sempre qualcosa da scoprire, una sfumatura da cogliere, una citazione da interpretare ci sono matrici pop, country, folk, rock, jazz, ci sono i Beatles (Sunloathe sembra uscita da Abbey Road), le armonie dei Beach Boys, la giocosità di Elvis Costello, le atmosfere di Neil Young,  le costruzioni di Randy Newman e l’ombra di Bob Dylan! Insomma Whole Love sembra un disco degli anni ’60… l’ho detto!!! La dimensione di Wilco mi piace, mi completa, mi fa sentire a mio agio continuo a preferire Son Volt ma a questo Whole Love, in questo momento, faccio fatica a rinunciare!