Josh Garrels: Love & war & the sea in between

E il naufragar m’è dolce in questo mare…
Ci sono giorni nei quali non basta niente, quei giorni che vorresti trovare riposo ma nulla sembra adatto, quei giorni che ti sembra di perdere tempo ma che non sai come occuparlo perchè nulla può colmare il vuoto dentro di te, quei giorni in cui la tua mente scova tutti i fili pendenti nella tua vita e si accorge che non riuscirà mai ad annodarli tutti, ecco, questi sono quei giorni e aver incontrato Josh Garrels non è un caso. Mi basta ascoltare le prime tre: White Owl, Flood waters e Farther along, chiudere gli occhi ed abbandonarsi totalmente perchè tutto mi appaia possibile, bello, raggiungibile che la stanchezza e la fatica si sciolgano come neve al sole che la mia mente torni a rivedere tutto il positivo che c’è nella mia vita. Questa è la musica, quando si ha bisogno Lei c’è, assume varie sembianze, ti cerca, ti trova, ti ama! La musica è la risposta a qualunque cosa, è il mio modo di comunicare con la realtà ed interagire con essa, ogni giorno ha la sua canzone, ogni periodo ha il suo cantante ma che cos’è Love & war  the sea in between? Una barca che mi raccoglie, mi culla, mi riscalda, mi ripara è dentro queste note che riesco a trovare rifugio, forza e consolazione una forza che mi solleva e mi trasporta dentro e fuori della realtà attraverso questa musica vedo tutto più chiaro, è la mia trascendenza il mio io che si dilata al di sopra di me attraverso il quale mi vedo, mi apro, mi parlo, mi capisco! Una musica che mi strappa l’anima e la ricompone, che mi solleva e mi lascia cadere che mi calma, mi agita mi completa. Ci sono tutti John Grant, Damien Rice, David Gray, Coldplay e nessuno… io ci sono insieme ad altri centomila me ma anche solo come recita Ulysses che da solo naviga nel mare della vita. Love & war & the sea in between è il mio porto, il mio approdo sicuro, la mia ancora, il mio faro la mia rotta da seguire Josh Garrels è il mio capitano e questa nave non l’abbandono perchè con questa musica non si va mai a fondo e se capitasse ti riporterebbe comunque sempre a galla.

Joe Ely: Satisfied at last

Tra il Texas e le coste di Sgrigna!!
L’asfalto è bollente, l’aria calda brucia la pelle del viso, gli occhi sono due fessure… sto cavalcando il mio cavallo di latta ma potrei essere da tutt’altra parte… le cuffiette dell’ipod stanno per esalare il loro ultimo respiro senza limiti di volume mi invadono delle note di The highway is my home, comincio a vedere dei cactus su via covignano e dei condor girarmi sopra quando decido di fermarmi al pozzo dissetante di Not that much is changed, serpenti di foglie mi attraversano la strada e vengo abbagliato da Satisfied at last le cui chitarre mi arrivano da destra e da manca creando delle piccole trombe d’aria sonore all’interno del mio cranio costretto nel casco. Attraverso un tranquillo ma vivace paese in festa attorniato da persone che si muovono al tempo di Mockingbird hill, il paesaggio si apre a dolci colline degradanti con i filari che si stanno riempiendo dell’uva che a settembre diventerà sangiovese e suona You can bet me gone,  la vista da qui è bellissima il mare, i monti e la collina, il vento si è fermato, e il silenzio viene riempito da Leo and Leona. Sono le 18 il sole è come un abbraccio caldo e sulla fisarmonica di Live forever mi lascio andare in folle giù per la discesa, la reggae-country Roll again mi vede dimenarmi sul sellino, senza piedi, senza mani… volooooooooo!!!! I am a man now è blues e richiede ancora un rombo di motore,  metto la seconda, riaccendo e mi infilo tra il tunnel naturale di alberi, perdo la percezione della vista per qualche attimo ma è bello perdersi per poi ritrovarsi, sono al semaforo e Circumstance è la ballad che ci vuole per concludere la cavalcata, mi accompagna fino a casa dove mi siedo all’ombra con birra e zighi…. Adoro Joe Ely!!! e pensare che solo fino a qualche anno fa il periodo estivo ci lasciava orfani di musica, ora fortunatamente i tempi sono cambiati e Joe con questo Satisfied at last, sembra aver ritrovato la quadratura del cerchio, un disco straordinario con tratti di Lloyd Maines e tutto quanto di buono si possa desiderare per questa estate appena iniziata… ah, il mio viaggio? sulla mia PX 150 dell’86!!!

Nota: Le Coste di Sgrigna (trad: ridarella) è una strada con tante curve e salite che attraversa le colline e collega Rimini a Verucchio, detta anche: il paradiso dei ciclisti!!!

Dan Israel: Crosstown traveler

Quattro chiacchiere con Dan!!!
Vi sono alcune certezze nella vita di ognuno di noi, una delle mie è Dan Israel! Dan è uno che, come si dice dalle mie parti, mette poca acqua nel vino, Dan è una persona che riesce a mettermi a mio agio, è un vecchio amico che più o meno, una volta all’anno mi viene a trovare e tra una birra, una zighi e quattro chiacchiere… alla fine è come se non ci vedessimo dal giorno prima. E’ arrivato ieri, ci siamo seduti fuori in giardino quando il sole era già tramontato e l’aria era pregna di odore di mare e di profumo d’estate, dopo i primi convenevoli mi ha raccontato come prima cosa di sua figlia (I’d Never Make It Through) poi di una serie di sentimenti comuni presenti nel subconscio di ciascuno, della gioia, del dolore, di meraviglia, di tristezza, di angoscia, della morte e della depressione (No Closer To Home). Si è sfogato con me raccontandomi il tutto con il solito tono rassicurante accompagnato dalle sue melodie tra roots e pop, tra blues e rock con la sua chitarra e la sua voce, calma e rilassata. Con questo Crosstown traveler sono già 11 volte che passo a trovarti, mi dice, io gli chiedo se oltre Tom Petty, Neil Young, Elvis Costello questa volta abbia ascoltato anche Wilco e lui mi accenna subito I’ll get along. Ormai è notte fonda, Dan è un po’ stanco, lo incoraggio, e gli dico che la sua è una gran bella musica e racconta un mucchio di belle storie, quella musica e quelle storie di cui sento un gran bisogno… e come me anche tanti altri amici ai quali piaceranno di certo queste 10 incantevoli, semplici e preziose storie raccontate da un grande Artista! Grazie Dan torna presto a trovarmi… ah!!! dimenticavo!!! gli ho detto di venire a trovare tutti quanti voi…

oggi…come 26 anni fa!!! Springsteen a Milano!

21 giugno 1985, ore 5.00 partenza da Bologna destinazione Milano. Non so cosa mi aspetta, non sono mai stato ad un concerto di Springsteen, questa è la sua prima volta in Italia, questa è la prima volta che lo incontrerò! Internet era lungi da venire, di lui solo poche informazioni, un po’ di foto e qualche bootleg comprato impegnando copie di Alan Ford, Zagor e Capitan Miki! Era davvero quello che si diceva? uno spettacolo continuato di 4 ore? Una esplosione di suoni, energia ed emozioni?… Ore 9.00, giornata caldissima, la prima dell’estate, cancelli chiusi ma già assiepati di ragazzi che hanno passato la notte nei sacco a pelo attendendo l’apertura prevista per le 15.00! Non ho mai visto tanta gente, si parla di 80.000 forse di più attesi per il concerto, non ricordo niente dell’attesa, mi rimangono una bandiera americana con l’immagine dell’album Born in the U.S.A. e la maglietta commemorativa, i soldi risparmiati andando a mangiare in mensa per 15 giorni sono quasi finiti, rimangono giusto quelli per un panino e per il treno del ritorno. Leggi tutto “oggi…come 26 anni fa!!! Springsteen a Milano!”

White Denim: D

Texas forever…
Certo che la vita è strana, alla fine sa sempre di cosa abbiamo bisogno è che a volte la nostra richiesta e la sua proposta non arrivano proprio allo stesso momento e allora non accade niente. Quando c’erano i Phish, non avevo bisogno di loro anche se la vita mi mandava segnali, ora li ascolto, ma è un’altra cosa eppure avevo fatto grandi sforzi per ascoltarli… ma niente!!! Su Neil Young ho milioni di segnali ma non credo potrò mai ascoltare più di una canzone all’anno… sono così!!! Non cercavo White Denim, sono loro che hanno trovato me… e sono strani forte!!! Non è che impazzisca per le Jam Band, ma questi ragazzotti del texas vanno oltre a qualsiasi classificazione It’s Him! sembrano gli Uncle Tupelo e i Violent Femmes insieme a Lynyrd Skynyrd. Burnished con le sue chitarre liquide vive in un mondo tutto suo sospesa tra i ’60 e i ’70 molto progressive! Anvil Everything mi ripcorda gli Who! In Street joy però c’è molto Neil Young ma potrebbe anche essere una Hit radiofonica per l’estate 2011 in River to consider ad esempio c’è il flauto di Ian Anderson, il ritmo di Paul Simon, quel modo di fare alla Dave Mattews e passaggi che odorano di Jeff Buckley così la prima volta che l’ho ascoltato sono rimasto incantato 5 minuti a guardare nel vuoto per quanto mi aveva sconvolto, stupito e sorpreso!!! Drug, a parte la durata, è progressive! Bess St. è rock ma anche jazz ma anche punk e poi è progressive!!! Is and Is and Is è stramaledettamente rock ci sono i Nirvana, i Pearl Jam rimescolati in una broda psichedelica. I ragazzi mi confondono e mi sorprendono, mi ubriacano con il loro caleidoscopio di suoni e cado in trance lisergico!!!! La country-jazz-pop-ballad finale Keys è la degna conclusione del disco più sorprendente che abbia ascoltato nel 2011! Un disco incredibile, continui cambi di ritmo, inclassificabile quanto inconsueto nella costruzione dei brani ma soprattutto di non facile ascolto! Il Texas mi sta regalando sensazioni incredibili, Band of Heathens, Dallas Mavericks e ora White Denim! Questo disco mi ha completamente spiazzato, ero impreparato a tanto ma credo che ci farò presto l’abitudine… anzi l’ho già fatta!!!

Blackie & The Rodeo Kings: Kings and Queens

Un indimenticabile dopo cena…
Accogliere 14 presenze femminili nel mio salotto, visto i tempi che corrono, potrebbe apparire equivoco, ma questa sera ne avevo l’occasione e ho approfittato di queste incredibili 14 signore della musica che hanno cantato nel mio personalissimo dopocena. Sistemato il pupone davanti all’intera serie di Ben Ten Alien Force ho aperto iTunes e cliccato su Acquista (che resta sempre e comunque un bel momento) su Kings and Queens di Blackie & The Rodeo Kings! …..qualce istante di attesa…. ed ecco la prima invitata entrare nel mio salotto, il suo nome!? Lucinda Williams a duettare con Colin Linden in una deliziosa country-rock ballad intitolata If I Can`t Have You, più country oriented è l’incalzante Another Free Woman con Sara Watkins! Scanzonata e appena uscita da un Wulitzer del ’56 è Got You Covered con Rosanne Cash… mi sto divertendo, la serata promette già mooolto bene quando arriva la prima vera sorpresa, Amy Helm (Ollabelle) con I`m Still Lovin` You, un gioiellino! me ne innamoro al primo ascolto e la metto il loop per 4 volte. Leggi tutto “Blackie & The Rodeo Kings: Kings and Queens”

Il coccodrillo pescatore


C’era una volta un coccodrillo che andava a pescare i pesci ma con la canna da pesca perché non sapeva pescare con la bocca. Ma un giorno andò a scuola di pesca per coccodrilli e lì imparò a pescare con la bocca e tornò a pescare felice e contento!

Federico Guerra